Documentari

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RITRATTI DI FAMIGLIA (2018)

Scritto e Diretto da Manuela Tempesta

La Sardegna è sempre stata una terra ricca di miti, leggende, usi e costumi di origini sacre e profane, che ha sempre basato la sua organizzazione sociale sulla famiglia. Nonostante le sue peculiarità, però, la famiglia sarda ha incarnato anche le caratteristiche universali della “famiglia italiana”, una struttura riconosciuta in tutto il mondo, con i suoi punti di forza e le sue contraddizioni. A partire da questo presupposto, il documentario RITRATTI DI FAMIGLIA intreccia le storie di 4 famiglie – Vodret, Bruno, Ricci e Fele– originarie di 4 città diverse (Sassari, Cagliari, Oristano e Oliena), con i preziosi materiali di repertorio inediti recuperati dalla Cineteca Sarda di Cagliari (filmini di famigliaregistrati su pellicole di ogni formato, immagini che documentano le abitudini della vita famigliare, i momenti quotidiani e le cerimonie, i luoghi e le tradizioni, i volti e i gesti, i viaggi e le feste), che accompagnano le ricostruzioni dei racconti dei protagonisti come se fossero dei “ritratti” da stendere su una tela, a partire dalla fine degli anni Venti. RITRATI DI FAMIGLIA, infatti, accompagna gli spettatori in un “viaggio nella memoria e nella storia collettiva” non solo della Sardegna ma dell’Italia intera, un percorso necessario per la comprensione del presente, che approda nell’epoca contemporanea con la formazione di una nuova famiglia, formata da Gessica Garau e Michele Arceri, unita in matrimonio attraverso l’antico rito del Matrimonio Mauritano.

  • Vincitore Bando Cinema Regione Sardegna, 2016

PORTRAITS OF FAMILY (2018)

Written and Directed by Manuela Tempesta

Sardinia has always been a land rich in myths, legends, customs and customs of sacred and profane origins, which has always based its social organization on the family.Despite its peculiarities, however, the Sardinian family has also embodied the universal characteristics of the Italian family, a structure recognized throughout the world, with its strengths and its contradictions. Starting from this premise, the documentary PORTRAITS OF FAMILY intertwines the stories of 4 families. – Vodret, Bruno, Ricci and Fele– originating from 4 different cities (Sassari, Cagliari, Oristano and Oliena), with the precious unpublished repertoire materials recovered from the Cineteca Sarda in Cagliari (family films recorded on films of all formats, images that document the habits of family life, daily moments and ceremonies, places and traditions, faces and gestures, travel and holidays), which accompany the reconstructions of the stories of the protagonists as if they were _ portraits” to be spread on a canvas, starting from the late 1920s. PORTRAITS OF FAMILY, in fact, accompanies the spectators in a journey into the memory and collective history “not only of Sardinia but of the whole of Italy, a path necessary for the understanding of the present, that arrives in the contemporary era with the formation of a new family, formed by Gessica Garau and Michele Arceri, united in marriage through the ancient rite of the Mauritanian Wedding.

  • Winner of the Cinema Regione Sardegna Competition, 2016

TUTTE LE STORIE DI PIERA (2013)

Scritto da Peter Marcias e Manuela Tempesta

Piera Degli Esposti, una delle più grandi attrici italiane, qui con i suoi ricordi, ricchi di spiritualità e passione, accanto alle testimonianze di celebri cineasti. Ne emerge un racconto che mette in luce la sua straordinaria personalità, gli amori e i sogni, ma pure un trascorso familiare spesso drammatico: una carrellata di volti e voci densa di emozioni, uniche e irripetibili. Come lei, l’attrice e la donna.

  • Festival di Torino, 2014
  • Premio Speciale ai “Nastri D’Argento”, 2014

ALL THE STORIES OF PIERA (2013)

Written by Peter Marcias and Manuela Tempesta

Piera Degli Esposti, one of the greatest Italian actresses, here with her memories, rich in spirituality and passion, alongside the testimonies of famous filmmakers. A story emerges that highlights his extraordinary personality, loves and dreams, but also an often dramatic family past: a roundup of faces and voices full of emotions, unique and unrepeatable. Like you, the actress and the woman.

  • Torino Film Festival, 2014
  • Special Prize “Nastri d’Argento”, 2014


RITRATTO DI MIO PADRE (2010)

Scritto da Maria Sole Tognazzi e Manuela Tempesta

L’idea di un documentario su Ugo Tognazzi nasce dal desiderio di raccontare, a vent’anni dalla sua scomparsa, la vita, gli amori, le passioni, i successi e le delusioni del grande attore, ma anche di rivelare, per la prima volta, i lati nascosti e i segreti mai svelati, i lavori meno conosciuti. Ugo Tognazzi era un uomo provocatorio, canzonatorio, indolente e goliardico: amava la vita e i suoi piaceri, ma sapeva anche essere tenace, coraggioso e combattivo. Si presentava sempre per quel che era, senza pretesti, giustificazioni o imbarazzi.
Lo testimoniano le numerose interviste rilasciate durante la sua lunga carriera e le interviste dei suoi famigliari e degli amici che lo conoscevano bene.Ugo amava la vita conviviale, la famiglia allargata, le cene con gli amici. Era il ritratto dell’italiano che cercava il divertimento e il riscatto dopo le privazioni, le tragedie e le rinunce della seconda guerra, che lui aveva conosciuto bene. Era l’italiano che trasgrediva le regole per affermare la propria opinione, il proprio io rinato.
Con la sua goliardia e la sua comicità ha fatto divertire intere generazioni, senza risparmiarsi dall’interpretare anche ruoli impegnati, come il personaggio di Primo Spaggiari, protagonista della Tragedia di un uomo ridicolo di Bernardo Bertolucci, che gli fece vincere la Palma d’oro a Cannes.
Il documentario alterna materiali raccolti negli archivi delle televisioni italiane e straniere a film girati (ben centocinquanta come attore e cinque come regista), da foto a filmati inediti conservati dalla famiglia.
Per la prima volta la famiglia Tognazzi ha concesso, per la realizzazione del documentario, foto personali e backstage realizzati sul set di alcuni film interpretati da Ugo, ma anche quel materiale familiare che mostra l’attore nel suo mondo personale, o insieme ai suoi amici.

Intervistati:

  • ETTORE SCOLA
  • MICHELE PLACIDO
  • MICHEL PICCOLI
  • LAURA MORANTE
  • MARIO MONICELLI
  • CARLO LIZZANI
  • PAOLO VILLAGGIO
  • VALERIA GOLINO
  • SERGIO CAMMARIERE
  • BERNARDO BERTOLUCCI
  • PUPI AVATI
  • GIANMARCO TOGNAZZI
  • RICKY TOGNAZZI

  • Proiezione al M.O.M.A di New York, 2018
  • Finalista David di Donatello, 2011 (categoria “Documentari”)
  • Menzione Speciale Nastri D’Argento 2011 (categoria “Miglior Documentario sul Cinema”)
  • Evento speciale del Festival Internazionale del Film di Roma 2010

PORTRAIT OF MY FATHER (2010)

Written by Maria Sole Tognazzi e Manuela Tempesta

The idea of a documentary about Ugo Tognazzi was born from the desire to tell, twenty years after his death, the life, loves, passions, successes and disappointments of the great actor, but also to reveal, for the first time, the hidden sides and secrets never revealed, the lesser-known jobs.
Ugo Tognazzi was a provocative, teasing, indolent and goliardic man: he loved life and his pleasures, but he also knew how to be tenacious, brave and combative. He always presented himself for what he was, without excuses, excuses or embarrassments.
This is testified by the numerous interviews given during his long career and the interviews of his family and friends who knew him well.
Ugo loved convivial life, extended family, dinners with friends. It was the portrait of the Italian who sought entertainment and redemption after the hardships, tragedies and renunciations of the Second War, which he had known well. It was the Italian who broke the rules to assert his own opinion, his own reborn self.
With his goliardia and his comedy has entertained entire generations, without sparing himself from playing also committed roles, as the character of Primo Spaggiari, protagonist of the Tragedy of a ridiculous man by Bernardo Bertolucci, He won the Palme d’Or at Cannes.
The documentary alternates materials collected in the archives of Italian and foreign televisions with films shot (one hundred and fifty as an actor and five as a director), from photos to unpublished films kept by the family.
For the first time the Tognazzi family has granted, for the realization of the documentary, personal photos and backstage made on the set of some films interpreted by Ugo, but also that familiar material that shows the actor in his personal world, or together with his friends.

Interviewed

  • ETTORE SCOLA
  • MICHELE PLACIDO
  • MICHEL PICCOLI
  • LAURA MORANTE
  • MARIO MONICELLI
  • CARLO LIZZANI
  • PAOLO VILLAGGIO
  • VALERIA GOLINO
  • SERGIO CAMMARIERE
  • BERNARDO BERTOLUCCI
  • PUPI AVATI
  • GIANMARCO TOGNAZZI
  • RICKY TOGNAZZI

  • Screening at M.O.M.A in New York, 2018
  • Finalist David di Donatello,2011 (category “Documentaries”)
  • Special Mention “Nastri d’Argento” 2011 (category “Best Documentary on Cinema)
  • Special event of the “Rome International Film Festival”, 2010

PIETRO GERMI: IL BRAVO, IL BELLO, IL CATTIVO (2009)

Scritto da Manuela Tempesta

C’era una volta un uomo. Era un “uomo schivo e burbero, silenzioso, che amava l’abbraccio ampio e caloroso della sala forse anche perché risarciva le sue private solitudini”; un uomo diffidente, che aveva paura di attraversare una piazza o di entrare in un bar, timoroso di ritrovarsi al centro di una molteplicità di sguardi, sconosciuti e indagatori. C’era una volta “un regista all’antica”, che possedeva una morale conservatrice del lavoro cinematografico, non un regista legato alle regole ma ad un professionismo scrupoloso, un sapiente artigiano del linguaggio delle immagini, rispettoso dei desideri del pubblico e fiducioso nella “comunicazione con le masse”. Un regista che non stimò mai molto la critica ma che si cimentò,con passione, in un cinema “invidiabile”, e non solo perché non ne esiste più l’eguale.
C’era una volta Pietro Germi.
La sua regia, maniacalmente controllata, così come l’americanismo e l’eclettismo, furono sempre le sue marche distintive. Germi credeva nella costruzione forte del racconto, nella pianificazione rigorosa del modo di produzione,nell’accordo fra esigenze espressive e comunicative. Uno dei suoi maestri e modelli fu Alessandro Blasetti, conosciuto al Centro Sperimentale negli anni ‘30. A uno dei padri del cinema italiano lo accomunavano alcune tematiche: in primis la famiglia, vista come ricerca fiduciosa di un’unità ideale ma anche come constatazione amareggiata della sua disgregazione; e poi il Padre, figura celebrata e poi criticata. Luciano Vincenzoni ricorda che “teneva al suo moralismo come ad un bene prezioso e indiscutibile”, Negli ultimi anni della sua vita si sentì pervaso da un costante senso d’isolamento, rintracciabile già nella sua infanzia e nella sua adolescenza. Se un film come Serafino, prodotto nel marasma del ‘68, si scagliava contro la società moderna mentre tutto, intorno, invocava a gran voce un cambiamento imminente e irreversibile che quella società finalmente permetteva, Alfredo Alfredo, del ‘72, non nascondeva più quali delusioni, emozioni e risate si nascondano nelle pieghe della vita, e non solo in quella.

  • Selezionato al Festival di Cannes 2009, sezione Cannes Classics

PIETRO GERMI: THE GOOD, THE BEAUTIFUL, THE BAD (2009)

Written by Manuela Tempesta

He was once a man. He was a shy and grumpy, silent man, who loved the wide and warm embrace of the hall perhaps also because he compensated his private solitudes, a suspicious man, who was afraid to cross a square or enter a bar, fearful of finding themselves at the center of a multiplicity of looks, unknown and inquiring.
Once upon a time, he was a director all’antica the ancient, I’m not talking to the masses. A director who never much valued the critics but who tried, with passion, in a cinema ‘enviable” and not just because there is no longer equal.
There was once Pietro Germi.
His direction, maniacally controlled, as well as Americanism and eclecticism, were always his distinctive brands. Germi believed in the strong construction of the story, in the rigorous planning of the mode of production, in the agreement between expressive and communicative needs.
One of his masters and models was Alessandro Blasetti, known at the Experimental Centre in the 1930s. To one of the fathers of Italian cinema he had some themes in common: first of all the family, seen as a trusting search for an ideal unity but also as a bitter observation of its disintegration; and then the Father, a figure celebrated and then criticized. Luciano Vincenzoni reminds us that he cared for his moralism as a precious and indisputable good,

In the last years of his life he felt pervaded by a constant sense of isolation, traceable already in his childhood and adolescence.
If a film like Serafino, produced in the chaos of ’68, lashed out at modern society while everything around it cried out for an imminent and irreversible change that that society finally allowed, Alfredo Alfredo, of ’72, no longer concealed what disappointments, Emotions and laughter are hidden in the folds of life, and not only in that.

  • Selected at the Cannes Film Festival 2009, section Cannes Classics

NON TACERE (2007)

Scritto da Fabio Grimaldi, Manuela Tempesta e Cosimo Calamini

Il documentario racconta la storia di vita di Don Roberto Sardelli e le vicende a dir poco straordinarie della scuola 725, che egli fondò nel 1968 a Roma tra i braccati dell’ “Acquedotto Felice“.
Il prete andò a vivere in quel luogo di emarginazione condividendo problemi e speranze degli abitanti della periferia romana.
Oggi, Don Roberto ha deciso di rincontrare i suoi ex allievi per scrivere, come allora, una lettera al sindaco di Roma denunciando le nuove povertà e le nuove ingiustizie.
L’incontro sarà l’occasione per riflettere sul significato dei cambiamenti avvenuti durante trent’anni della nostra storia.

  • Candidato ai David Di Donatello, 2009 (sezione Documentari )
  • Miglior Documentario Festival Di Arcipelago, 2008
  • Miglior Documentario Festival Visioni Fuori Raccordo, 2008

DON’T BE SILENT (2007)

Written by Fabio Grimaldi, Manuela Tempesta ,Cosimo Calamini

The documentary tells the life story of Don Roberto Sardelli and the extraordinary events of the school 725, which he founded in 1968 in Rome among the hounds of the “Felice Aqueduct”.
The priest went to live in that place of marginalization sharing problems and hopes of the inhabitants of the Roman suburbs.
Today, Don Roberto decided to meet his former students to write, as then, a letter to the mayor of Rome denouncing the new poverty and new injustices.
The meeting will be an opportunity to reflect on the significance of the changes that occurred during thirty years of our history.

  • David Di Donatello candidate, 2009 (category”Documentaries” )
  • Best Documentary Festival Of Archipelago, 2008
  • Best Documentary Festival Visions Out of Raccordo, 2008